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WOMAN FUNCTIONAL TRAINING – DONNE E ALLENAMENTO FUNZIONALE: IL RITORNO ALLA NATURALEZZA

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Articolo a cura di
WTA Coach Evgenia Babrovskaia

 

La natura ha regalato alla donna un corpo perfetto oltre che unico, predisposto per le più svariate attività. L’evoluzione poi l’ha portata a cacciare, seminare e raccogliere, ma anche ad addestrarsi a combattere. Le più forti sono sopravvissute e noi donne moderne siamo le loro eredi. Non è tanto importante chi fossero esattamente le nostre antenate, quanto che erano costrette a muoversi in modo continuo e diversificato. Con l’evoluzione è arrivata l’era dell’informatica e  della specializzazione e le donne per essere professionali in qualche campo hanno dovuto occuparsi solamente di una cosa. Il susseguirsi dello stile di vita sedentario nell’ambito lavorativo e nelle attività quotidiane, ha portato a dimenticare l’essenza del loro corpo: il movimento. Tanto è che senza pratica le parti inattive del corpo perdono progressivamente le loro capacità di funzionare in sinergia tra loro, cosa che porta a diverse limitazioni nei movimenti quotidiani, a traumi e che si ripercuote anche sulla componente mentale.
Da questa problematica non sono esenti le donne che praticano attività sportive, in quanto nell’era moderna anche lo sport è contraddistinto da iperspecializzazione di schemi motori. Per diventare un atleta agonista ci si sottopone a ripetuti allenamenti tecnici specifici della disciplina praticata. L’attività settoriale ripetuta porta all’adattamento neuro-muscolare e se non riequilibrata, a dolori o infortuni.
Grazie al Sistema WTA Functional Training oggi è possibile ridare al corpo armonia, mobilità, equilibrio e forza nella tridimensionalità. Funzionale significa infatti ridare al corpo quella funzionalità caratteristica degli organismi sani.

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L’allenamento tradizionale lavora in modo settoriale isolando i singoli muscoli, mentre l’allenamento funzionale si occupa del corpo nel suo insieme. Infatti nell’allenamento funzionale i muscoli lavorano in modo globale generando, grazie al sistemi neuro-muscolare e muscolo-scheletrico, i movimenti e non le semplici azioni muscolari, su traiettorie multiplanari che seguono schemi motori fisiologici eseguiti in catene mio-fasciali, col continuo controllo della postura ed il ripristino della consapevolezza corporea, il tutto senza dimenticare la componente cardio-respiratoria-circolatoria.
Particolare attenzione viene riservata al sistema mio-fasciale, tessuto connettivo ricco di propriocettori, responsabile di contratture, dolori, tensioni, rigidità, limitazioni di movimenti e disfunzioni degli organi interni.
Ecco perché l’allenamento funzionale torna utile alle donne innanzitutto nella vita quotidiana. Per alzare le buste della spesa senza procurarsi una lombalgia, non basta avere bicipiti forti. In questo gesto sono coinvolti anche i muscoli della schiena, dell’addome, delle anche e delle gambe. Prendere al volo un bambino che cade dal passeggino è impensabile senza una buona dose di reattività data da una mobilità globale e propriocettività di tutte le articolazioni corporee. Alla fine anche tenersi sui tacchi il sabato sera, è un carico fisico che richiede un ideale senso di equilibrio e una padronanza del proprio corpo non meno di quella di un equilibrista.

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C’è poi da considerare un altro aspetto della vita quotidiana: generalmente durante il giorno è piuttosto raro che facciamo movimenti simmetrici, la borsa la portiamo da un lato, scriviamo con una mano, iniziamo a camminare sempre con una gamba, poi arriviamo in palestra e al contrario facciamo esercizi quasi tutti simmetrici. In più le persone sono abituate a fare sempre quei gesti che gli vengono meglio, proprio perché un gruppo di muscoli è meglio sviluppato o meno bloccato di altri.
Con l’aiuto dell’allenamento funzionale, grazie agli esercizi asimmetrici e l’invasione del piano trasversale, cioè quello più utilizzato nei movimenti della vita quotidiana, è possibile ottenere riequilibrio di entrambe le parti destra e sinistra del corpo. Questo porta all’incremento dello stato di salute e quindi di vita in generale, all’abbassamento del rischio di traumi e di generazione di patologie osteo-articolari, molto comuni nelle donne in particolar modo nella terza età.
Come effetti curativi per le donne l’allenamento funzionale riesce anche ad agire positivamente su cervicalgie, lombalgie, osteocondrosi e sui primi stadi di scoliosi, ovvero tutte quelle patologie legate agli scorretti atteggiamenti posturali radicati per via delle inattività motorie tipiche di una vita sedentaria dietro una scrivania di fronte ad un pc.
Anche per le donne che soffrono di problematiche estetiche dovute alla cellulite o semplicemente di fastidi fisici o di frequenti alterazioni d’umore causati dal complesso sistema ormonale che regola il ciclo mestruale è consigliato un appropriato allenamento funzionale. Grazie ad un lavoro misto di resistenza aerobico ed anaerobico, già in poco tempo si può migliorare lo strato adiposo, ridurre il peso e i problemi legati alla ritenzione idrica.

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Affidandosi ad un Functional Trainer competente, per la scelta del programma, degli esercizi e del carico da utilizzare, si può regolarizzare gli ormoni influendo sugli estrogeni responsabili dell’insorgenza della cellulite e sul cortisolo agente della liposintesi, e quindi migliorare l’umore e il livello di vita stesso.
L’armonia fisica che da il WTA Functional Training System risulta determinante anche per le atlete di ogni Sport. Infatti l’allenamento funzionale permette di adattarsi velocemente ai grossi carichi di intensità tipici delle varie discipline sportive agonistiche. Le sciatrici ad esempio prima dell’inizio della stagione invernale possono crearsi una postura sugli sci più sicura grazie al lavoro sul core, quella parte centrale del corpo costituita dai muscoli profondi dell’addome, dai fissatori del bacino, dai paravertebrali e dai muscoli che collegano e trasmettono la stabilità e la forza tra le due cerniere fondamentali dei movimenti del corpo umano, glutei, addominali, quadricipiti, ileopsoas, dorsali. Alle tenniste, l’allenamento funzionale risulta determinante nella prevenzione di traumi articolari, dati dalla ripetitività di salti, cambi di direzione e battute monolaterali. Grazie al lavoro sulla mobilità articolare e propriocettività dinamica, sulla stabilità, coordinazione e reattività, esse saranno in grado di distribuire il carico articolare in maniera più uniforme ed equilibrato. E così in tutti gli sport, ognuno caratterizzato da determinate situazioni che sono sempre ripetitive e con tutti i conseguenti scompensi tipici specifici.
Complessivamente l’allenamento funzionale sarebbe l’allenamento per tutte, atlete e non, grazie all’alto potenziale mentale e fisico in noi già innato, ma purtroppo la realtà è ben diversa, in quanto questo sistema di allenamento richiede alta predisposizione ad una logica più profonda e globale e  non limitatamente settoriale che ci porterà a superare preconcetti e paure consolidate nel campo della salute e dello sport. La volontà di mettersi in gioco, di sperimentare e sentire i segnali del proprio corpo, permettendoci di riscoprire il proprio potenziale, essere determinate e costanti nella pratica avvalendosi di una guida adeguatamente competente in materia, sono i requisiti fondamentali per un allenamento funzionale vincente, un corpo “naturalmente” più sano ed un livello di vita più alto!