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Articolo a cura di

WTA Coach Marta Zambon

 

L’ALLENAMENTO FUNZIONALE NELLA TERZA ETA’

Fin dall’età della pietra l’uomo nasce e si sviluppa per la sopravvivenza, cacciando, raccogliendo, riunendosi in gruppi. La specie umana attraversava una vita difficoltosa, di sostentamento. I soggetti forti sopravvivevano e portavano avanti la stirpe e la vita scorreva rapidamente e breve ed i membri giovani sostituivano in fretta gli anziani.

 

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Ecco quindi che la genetica giustifica l’evoluzione con i processi di invecchiamento: il corpo metteva in atto tali processi, in modo tale che il susseguirsi di vite degli individui marciassero rapidamente, migliorando in tempi brevi la genetica della specie.

Questo sistema rimane nei nostri geni, sebbene lo stile di vita e la stessa longevità siano enormemente cambiati. L’uomo vive a lungo e si muove di meno, non è più costretto a cacciare per sopravvivere, ma il nostro Dna ancora porta le radici degli antenati.

In virtù di tutte queste ragioni sappiamo che tener in movimento ed attivo il corpo è una buona abitudine, oramai consolidata nel pensiero dell’uomo contemporaneo.

L’epoca contemporanea rileva inoltre un noto invecchiamento della popolazione. Statistiche confermano che negli ultimi 10 anni, oltre il 20% della popolazione ha un’età superiore ai 60 anni e se consideriamo la parte di questa popolazione con problematiche fisiche, oltre al disagio sociale, diventa anche difficile la gestione delle risorse sanitarie.

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Una popolazione più anziana ed il rischio che essa sia poco sana, pone in allarme e dovrebbe responsabilizzare, gli addetti ai lavori nel fitness e wellness.
Spesso si trovano difficoltà, all’interno dei centri fitness, nella scelta di allenamenti da proporre e far seguire, ad una clientela non più giovane.Cerchiamo ora di capire le caratteristiche dell’anziano.

La massa magra nell’anziano è minore e diminuisce quindi, rispetto ad un giovane. Conseguentemente la massa grassa tende ad aumentare, l’acqua corporea diminuisce ed il metabolismo basale diminuisce anch’esso. Nell’anziano avremo modificazioni di tipo neuro-endocrino. Ci sarà una diminuzione del livello dell’HGH (ormone della crescita) ed un aumento del cortisolo.

Considerando il cambiamento della composizione corporea deduciamo una diminuzione della stimolazione del turnover osseo (diminuzione formazione delle cellule osteoblasti), il quale viene fisiologicamente stimolato dalla massa magra e dal sistema endocrino. Quindi l’allenamento per l’anziano diventa una vera e propria medicina!

Studi statunitensi hanno rilevato come l’attività fisica nell’anziano possa incrementare la forza fino od oltre il 120%. A causa dell’accorciamento di catene muscolari, modificazioni posturali, aumento della base di appoggio, l’anziano avrà un aumento della co-attivazione dei muscoli antagonisti ed una perdita di coordinazione motori a e cambiamento di alcuni schemi motori.

L’allenamento anaerobico per l’anziano risulta ottimale, in quanto permette di dare stimolo alla muscolatura e tutti i sistemi sopra elencati.

Alcuni studi e sperimentazioni svolte personalmente, hanno rilevato che l’allenamento funzionale, il quale ripropone gesti quotidiani nel loro pieno range di escursione, porta ad un incremento e miglioramento molto più rapido ed elevato di altri sistemi di allenamento tradizionali.

Il metodo WTA da me utilizzato, risulta avere tutte le caratteristiche adatte e modulabili finalizzate al miglioramento delle capacità diminuite nel soggetto anziano.

Partendo dall’ausilio di esercizi di mobilità articolare del Primitive Functional Movement, migliorando i gradi di ampiezza dei movimenti, il posizionamento delle articolazioni e la vascolarizzazione dei tessuti, si può creare una fase iniziale di approccio ai movimenti promotori di esercizi più complessi, attraverso il corpo libero, per poi riprodurli con attrezzi via via più complessi come le Med Ball ed i Kettlebell, con esercizi che vanno dalle semplici tenute isometriche in appoggio instabile a ricostruzione di schemi motori di base come accosciarsi e sollevare e spostare correttamente un carico nei tre piani dello spazio.

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Altri due strumenti del WTA Functional Training System molto utili nell’allenamento dell’anziano sono il Flying Suspension Training e la Flowbag (sacca contenente acqua al suo interno), due attrezzi che fanno dell’instabilità la loro caratteristica fondamentale. Procedendo con delle progressioni man mano più complesse, aumentando il grado di intensità degli esercizi e delle combinazioni degli esercizi tra loro, in base all’incremento dell’instabilità corporea sui punti di sospensione al Flying e dell’impiego della Flowbag, vengono ricostruite la percezione e l’attivazione del Core, la stabilità, la propriocettività e la coordinazione neuro-motoria, caratteristiche fondamentali per un corretto riequilibrio posturale nei movimenti quotidiani soprattutto negli anziani che tendono, coi processi di invecchiamento, a perdere l’autonomia nei movimenti di base.