Functional Training Magazine

L’ESPERTO RISPONDE

Posted on

Share this on anywhere you want!

A cura degli autori delle rubriche del Functional Training Magazine.

Rubrica dedicata a domande e curiosità ricevute via mail nel bimestre precedente.

Inviaci le tue domande scrivendoci a wtafunctionaltraining@gmail.com , troverai le nostre risposte nel prossimo numero del Magazine.

 

Domanda: 

“Caro Maestro Troiano, mi chiamo Angelo B. , sono stato suo allievo in occasione dei due giorni di formazione che si sono tenuti a Cava dei Tirreni (Salerno). Sono un grande fan della disciplina che lei insegna ed ero convinto di poter sostenere l’esame dopo qualche mese. Purtroppo non è stato più possibile per un problema che si è poi rivelato più serio di quanto credevo. Le parlai in quella occasione di uno strano affaticamento e dolore alla coscia sinistra e lei mi disse che il problema di sicuro non riguardava la coscia in se ma che probabilmente si aggirava nella sfera posturale. Così è stato infatti, perché quella postura sbagliata ha portato i dischi della colonna, ed in particolare tra L5-S1 ad un’ernia ormai parzialmente fuoriscita ed una protrusione. Sono stato da un neurochirurgo napoletano, giovane ma pare molto apprezzato, il quale, con radiografie e risonanza alla mano ha indicato a me ed al fisioterapista ischitano che mi sta già curando, la strada da percorrere. Strada che per almeno sei mesi non prevede allenamento se non dello stretching. Adesso Maestro, io voglio fidarmi di loro, mi sembrano delle persone competenti, ma io, in parole povere, mi fido più di Lei. Maestro, io devo chiederle, secondo la sua esperienza, cosa devo fare rispetto a quello che il medico dice e rispetto al fatto che stare senza fare quasi nulla per sei mesi è un macigno enorme che mi cade addosso. Sono certo che Lei di sicuro ha già trattato casi del genere e Lei solo mi può dare un parere da atleta anziché da medico. Maestro, Lei cosa mi può dire? La ringrazio. Aspetto con ansia una sua risposta. Con tanta stima, Angelo B.”

Risposta del Master Trainer WTA Emilio Troiano:

“Ciao Angelo, quello che posso aggiungere al parere degli specialisti a cui giustamente ti sei rivolto è questo:

-le alterazioni posturali di chiunque abbia poi degli effetti negativi a livello vertebrale, dipendono dal mal posizionamento delle due cerniere fondamentali del movimento del corpo umano: il complesso scapolo-omerale e quello anca-bacino.

– l’approccio che utilizzo in questi casi è quello di recuperare le due cerniere andando a lavorare nell’ordine prima la mobilità articolare, poi la stabilità e la propriocettività, poi la forza. Tutto questo nei 3 piani di movimento e col continuo lavoro sul Core.

Questo è quello che vi insegno anche ai corsi di formazione, come quello di Functional Training che hai frequentato. Poi se vuoi scendere più nello specifico ti consiglio di partecipare al corso RCF, Riprogrammazione Corporea Funzionale, dove assieme ad un altro Docente WTA, il Dr. Lorenzo Patriarca, Fisioterapista ed Osteopata, tratteremo tutto ciò che riguarda le patologie e gli infortuni del corpo umano, fornendo un metodo chiaro e semplice con cui lavorare, dalla valutazione posturale ai protocolli operativi con gli esercizi. Un caro saluto e a risentirci.”

 

 

Domanda:

“Salve sono Gianluca di Milano, e vi seguo da diverso tempo su Youtube. Con quale attrezzo mi consigliate di partire per avvicinarmi al WTA Functional Training System?”

Risposta del Master Trainer WTA Emilio Troiano:

“Uno dei principi cardine del Metodo WTA è quello di riportare il praticante alla riscoperta del proprio potenziale neuro-motorio sia nei movimenti della vita quotidiana che in quelli della disciplina sportiva praticata. Questo passa dapprima attraverso la percezione del proprio corpo nello spazio, attraverso il controllo posturale dinamico dei propri movimenti nei massimi range di mobilità articolare fisiologici. Questo è il motivo per cui, il primo attrezzo da saper utilizzare è il proprio corpo. Di qui poi si può pensare di essere in grado di gestire in maniera sicura ed efficace anche un carico esterno. Il consiglio è quello di seguire questa progressione e poi man mano adattarla in base ai propri obiettivi:

Primitive Functional Movement e Body Weight Training

Flying Suspension Training

Flowbag e Med Ball Training

Kettlebells e Clubs Training.”

 

 

Domanda:

“Sono Martina di Roma, mi alleno nella mia palestra di casa e vorrei acquistare degli attrezzi che utilizzate nel vostro metodo. La mia domanda è questa: che carichi deve usare una donna che si approccia al WTA Functional Training System?”

Risposta della WTA Coach Evgenia Babrovskaia:

“Salve Martina, la sua domanda è molto frequente e sono ben lieta di risponderle. Premettendo che quel che influisce sull’attivazione del processo della supercompensazione post allenamento è il carico interno di lavoro dato dallo stress allenante che ha numerose varianti come ad esempio l’età , lo stile di vita ma anche la scelta degli esercizi, il grado di conoscenza della tecnica degli stessi, i tempi di lavoro e di recupero, posso indicativamente consigliare alle donne di partire dai 12 kg per i di Kettlebells per i lavori singoli e dai 8 kg per quelli doppi, dai 5 kg per la Clava, dai 7 kg per la Flowbag e dai 6 kg per la Medball. Per quel che riguarda il Flying, consiglio di partire dalle posizioni facilitate in modo da prendere confidenza con l’attrezzo. I tempi di adattamento ai carichi e tipologie di attrezzo sono soggettivi, nel caso di necessità ci si può rivolgere ad un WTA Trainer della propria zona per una consulenza più approfondita, cosa che comunque consiglio vivamente prima di iniziare ad utilizzare questi attrezzi, in quanto una solida impostazione posturale e tecnica risulta fondamentale quando si inizia questo percorso, per evitare infortuni e di non avere i risultati sperati.”