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IL SISTEMA PRIMITIVE FUNCTIONAL MOVEMENT NEGLI SPORT DA COMBATTIMENTO

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Articolo a cura di
WTA Trainer Lorenzo Mosca

 

Un prerequisito fondamentale nella preparazione atletica, sia negli sport in generale e ancora di più negli sport da combattimento, è rappresentato dalla mobilità articolare.

Difatti non è possibile effettuare movimenti ampi e corretti, oltre che veloci ed esplosivi, nei tre piani di movimento (frontale, sagittale e trasversale) senza la facoltà, per le proprie articolazioni di potersi muovere attraverso un range articolare il più possibile ampio.

Ciò risulta essere ancora più marcato negli sport da combattimento in cui alleno i miei ragazzi (e che io per primo ho praticato e pratico), ossia: Kick Boxing, K-1 Rules e Muay Thai. Infatti in queste discipline da ring, in cui possono essere portati colpi di pugno, calcio, ginocchio e gomito, l’uso massivo, sequenziale, potente e ripetuto di colpi portati in linea bassa, media o alta, con traiettorie frontali sagittali o circolari, mette a dura prova le nostre articolazioni. Infatti esse e soprattutto le due principali articolazioni del corpo umano, ossia la coxo- femorale e la scapolo-omerale, diventano davvero il fulcro di qualsiasi colpo portato.

Da ciò si evince quanto sia necessaria e fondamentale una buona e corretta mobilità articolare, grazie alla quale è possibile: effettuare movimenti rispettando la corretta progressione; evitare sovraccarichi di articolazioni (soprattutto le minori) che intervengono in presenza di blocchi articolari e sono la naturale risposta di adattamento del corpo umano; riuscire in maniera ottima a creare forza e potenza dal centro e trasferirla agli arti.

Purtroppo però, stili di vita sedentari, traumi pregressi, impostazioni di vita costanti e asimmetrici, ed un allenamento non sempre corretto, portano alla perdita progressiva di mobilità articolare con conseguente riduzione del grado di movimento e la comparsa di blocchi articolari più o meno vistosi.
Ciò, oltre che essere molto penalizzante in termini di prestazione sportiva, sono altresì profondamente deleteri nella vita di tutti i giorni. Se l’uomo infatti perde progressivamente funzionalità motorie, è destinato ad uno stato di perdita di salute e quindi di qualità della vita.
In tutto ciò si inserisce perfettamente il sistema di allenamento funzionale a corpo libero a terra “Primitive Functional Movement”. Venutone a conoscenza in maniera indiretta dopo aver conosciuto il Master Trainer Emilio Troiano per via della sua indiscussa esperienza con le Kettlebell, mi sono avvicinato ai movimenti Primitive dapprima con un certo scetticismo, caratterino di coloro i quali non avevano dato mai molta importanza al corpo libero e alla mobilità articolare.
Scetticismo che oltretutto si accompagnò alla durissima fatica nella pratica di questo sistema di allenamento che ho poi approfondito al corso Istruttore di 1° livello, che introduce l’innovativo concetto di “mobilità articolare organica”. Infatti il sistema Primitive va oltre il mero concetto di mobilità articolare e flessibilità muscolare che, nella maggior parte dei casi, vengono sviluppati ed allenati in maniera settoriale e a “compartimenti stagni”. Invece il sistema Primitive racchiude in sé tre concetti: mobilità articolare, stabilità, coordinazione. Infatti è vero che aumentare il range articolare è importante, ma è altrettanto importante farlo senza perdere, ma anzi rafforzando la stabilità e la coordinazione delle articolazioni.
La macchina meravigliosa che risponde al nome di corpo umano è fatta per compiere movimenti in cui vengono coinvolte molte, ed anche tutte, le articolazioni nel loro complesso. Ergo se durante un movimento un’ articolazione deve essere mobile, contestualmente, un’altra, su cui magari viene scaricato maggiormente il peso, dovrà essere più stabile, quindi i muscoli e i legamenti attorno ad essa dovranno stabilizzare. Infine, l’armonica sinfonia del sistema muscolo scheletrico non potrà esprimersi se non quando ogni “strumento” suonerà in maniera corretta. Quindi ogni parte del corpo dovrà lavorare in maniera coordinata sia a livello locale che a livello centrale.
Ed è proprio per favorire ed amplificare al massimo questa sinergia che lavora il sistema Primitive. Una metodologia di allenamento che, grazie a movimenti naturali del corpo umano, attinti dalle movenze di bambini, animali, e discipline che sfruttano intensamente il corpo umano, come la lotta, la break dance o la ginnastica artistica, è in grado di fornire un grande livello di percezione del proprio corpo nello spazio, aumentando nel contempo la propria mobilità articolare organica.
Dopo averlo provato in prima persona su me stesso, da circa un anno a questa parte utilizzo il Primitive con notevoli risultati sia nelle fasi di riscaldamento che in quelle di defaticamento, così come anche bene fasi centrali dell’allenamento.
In conclusione, non posso che consigliare caldamente a tutti gli allenatori di Sport da Combattimento, di provare e far provare ai propri atleti questa metodologia di allenamento. Dopo una prima fase di “apprendimento” anche faticoso, i risultati non tarderanno ad arrivare.