Functional Training Magazine

IL METODO WTA FUNCTIONAL TRAINING® NEL RECUPERO DELLA MOBILITA’ ARTICOLARE: L’IMPORTANZA DELLA STANDING JOINT MOBILITY

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Articolo a cura di
WTA Coach
Valentina Quargentan

 

 

Questo articolo vuole enfatizzare l’importanza della Standing Joint Mobility, spesso sottovalutata.

La Standing Joint Mobility è composta da tutti quegli esercizi di mobilità articolare che si eseguono da in piedi e che vanno a preparare le anche, le spalle e le colonna vertebrale al lavoro che verrà eseguito nella parte centrale dell’allenamento. Ricordano molto gli esercizi che venivano svolti come riscaldamento nelle ore di educazione fisica a scuola, per questo a volte sono presi sottogamba ed eseguiti senza pensare a quali muscoli si stanno attivando/preparando. Una semplice antero e retro versione del bacino eseguita da in piedi senza tener conto della postura della parte alta del corpo può dar vita a nuovi compensi posturali o può rinforzare squilibri posturali già presenti. Se un soggetto non ha la percezione del suo corpo nello spazio e non lo si corregge in ogni singolo settore corporeo mai capirà qual è la postura corretta; è dunque di vitale importanza svolgere gli esercizi di mobilità facendo attenzione non soltanto alla zona che si sta mobilitando ma anche al resto del corpo. Gli esercizi di mobilità eseguiti da in piedi sono molto utili per quei clienti che hanno grandi blocchi articolari importanti, per clienti anziani o per chi ha un’infiammazione acuta in corso.

Alcuni clienti particolarmente rigidi infatti hanno difficoltà anche a sdraiarsi o a passare dalla posizione prona a quella supina. Lavorando con la Standing Joint Mobility nelle prime sedute si riesce a rendere più fluidi i movimenti, a sbloccare parzialmente articolazioni particolarmente rigide e dare al cliente un principio di confidenza nel movimento.

Con la Standing Joint Mobility si riescono a lavorare tutte le aeree del corpo e nessuna articolazione viene trascurata: una buona routine può partire dagli esercizi per il collo per poi passare a spalle, polsi e gomiti, torace, bacino, anche, ginocchia e caviglie; naturalmente bisogna ricordare che questi non sono esercizi segmentari ma sono sempre da eseguire facendo una particolare attenzione alla postura.

Per chi è particolarmente retratto è quindi indispensabile partire da esercizi di mobilità da effettuare da in piedi, meglio se con il controllo visivo dello specchio in quanto dalla posizione eretta è più facile attuare compensi posturali e bisogna quindi stare attenti; sarebbe anzi buona abitudine eseguire un ciclo dei seguenti esercizi ogni mattina per mettere in moto tutto l’intero organismo.

Inoltre, una volta che il soggetto avrà acquisito i corretti schemi motori per eseguire tutta la sequenza di esercizi, in qualsiasi momento della giornata potrà dedicare dieci minuti del suo tempo per l’esecuzione di questi esercizi, in modo da ripristinare la corretta postura che troppo spesso viene rimaneggiata nelle normali attività quotidiane.

Un esempio di esercizi di rapida routine Standing Joint Mobility potrebbe essere la seguente:

  1. Otto cervicale:

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2. Mobilizzazione omerale sagittale

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3. Anti-retroversione del bacino

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4. Catena laterale

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5. Circonduzioni anche e ginocchia a gambe unite

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